Familiarità con Gesù

Il primo incontro di Gesù con Maria – 1° aprile 1942 – avrà un seguito, del tutto singolare, il 2 gennaio 1944. Quel giorno Maria nell’estasi incontra “Gesù tanto, tanto triste” e lei immediatamente Gliene chiede la ragione. La risposta è immediata: “per la conversione delle anime”; e subito Egli aggiunge: “Maria, il Mio flagello è anche tuo. Il tuo corpo riceve gli stessi sudori di sangue, prega molto per la conversione delle anime e la santificazione dei sacerdoti…” La risposta di Maria non si fa attendere: “Gesù usa del mio corpo come vuoi e della mia persona, se Ti è utile, serviTi come un vero strofinaccio, sono pronta, con il Tuo aiuto sono certa che tutto passerò”.

Gesù subito replica: “Maria, il Mio sudore è tuo”. Immediatamente, per cinque minuti, ella comincia a sudare sangue e nel diario commenta: “Mio Dio, che dolori, se non avessi vicino Gesù, non potrei sopportare”. Le lenzuola rimangono completamente inzuppate di sangue e al mattino, all’insaputa dei famigliari, Maria toglie le lenzuola dal letto, le piega e le porta dalla signora Piva, perchè le lavi in gran segreto.

In seguito, tutti i venerdì dell’anno, alle ore 15, le sudorazioni sanguigne, ordinariamente, si ripeteranno. Il fenomeno delle stimmate aperte si accentuerà nei tempi dell’Avvento e della Quaresima, durante i quali Maria vivrà esperienze di intenso dolore e di grande penitenza, che la costringeranno a restare molto ritirata in casa.

Ma torniamo alla visione del 2 gennaio 1944. Durante quella visione Maria chiese al Signore quando sarebbe terminata la guerra. Gesù non le rispose, ma l’avvertì che se Lui glielo avesse rivelato, lei avrebbe sofferto molto, al che Maria controbattè dicendosi disposta a patire.

Dopo quaranta giorni, il 12 febbraio di quell’anno, il Signore le consegnerà il segreto della fine della guerra. Quel giorno Maria vede Gesù “grondante sangue” con accanto la Vergine santa. Dopo averle chiesto se desidera sapere quando verrà la pace e averne ottenuto risposta positiva, Gesù prega Maria di piegare un foglio di carta in quattro, “in segreto scriverai il sogno – le dice il Signore e lei racconta nel diario – stai attenta di non scrivere dove pieghi la carta altrimenti lo scritto si sciupa. Il foglietto lo conserverai in un breve fatto di stoffa fin che verrà la pace. Darai di aprire il foglietto scritto e breve al tuo Confessore presenti i Signori Piva” (ciò avverrà il primo maggio 1945).

Gesù detta a Maria quanto sarebbe accaduto nei giorni 22, 25, 26 aprile 1945, sottolineando che il 26 di quel mese, giorno della Madonna del buon Consiglio, il paese di Crespino (Rovigo) sarà liberato da «americani indiani»; il giorno dopo la Madonna di Pompei ci sarà la pace in Europa, ma non nel mondo, perché il Giappone «sarà un pò duro per cedere».

Terminata l’estasi, Maria, obbediente, racchiude il foglietto dentro un involucro di stoffa e cuce il tutto, appuntandolo con uno spillo al petto.

Avendo lasciato libero, nel diario, lo spazio corrispondente al segreto, scritto a parte su di un foglio, don Bassiano Paiato gliene chiederà il motivo e così verrà a sapere dell’esistenza di questo segreto. Come preannunciatole dal Signore, sia i Piva che il confessore insisteranno poi più volte per conoscere le date della fine della guerra, ma la Bolognesi non verrà meno all’impegno assunto, astenendosi dallo sve lare alcunché. Tutto ciò che era stato detto da Gesù nel febbraio del 1944 avrà poi perfetta corrispondenza nella realtà. Il primo maggio del 1945 (ossia dopo il 26 aprile, ma prima del 9 maggio), Maria aprirà l’involucro di stoffa davanti al confessore e ai signori Piva, e leggerà loro il testo, scritto oltre un anno prima, lasciando tutti stupefatti.