Prove speciali: le malattie

Provata un po’ in tutte le direzioni, Maria continua a vivere fedelmente la sua appartenenza al Signore, convinta che le prove incontrate lungo il percorso quotidiano della vita, non sono segno di rifiuto, ma di elezione.

Accanto alle prove di natura morale e spirituale se ne collocano però altre, e sono le malattie.

Mese dopo mese, anno dopo anno, il fisico di Maria è sempre più minato da una serie di malanni: la colpiscono polmoniti, broncopolmoniti, appendicite, oftalmia cronica, ossiuri, vomiti, anemie, reumatismi, sciatalgie, laringiti e faringiti croniche, nevriti cardiache che, nel dicembre del 1971, sfoceranno nel primo infarto, seguito da ricadute sempre più ravvicinate e gravi.

A seguito dei tanti mali che l’affliggono – mali per lo più sottovalutati o trascurati, in quanto ritenuti “immaginari” da alcuni medici del luogo – Maria si vede costretta, per motivi di salute, a seguire una nuova strada, che la stessa Provvidenza le prepara, allontanandola da San Cassiano.

Ad iniziare dal 19 ottobre 1950 Maria è costretta a lasciare temporaneamente la famiglia Piva per portarsi a Rovigo in casa della signora Wanda Guerrato. Il trasferimento è causato dalla necessità di cure mediche, delle quali Maria aveva estremo bisogno, possibili, per lei, solo nel capoluogo polesano. Tornata dai Piva il 4 dicembre 1950, dovrà poi, nel corso del 1951, ritornare più volte dai Guerrato sempre per il medesimo motivo, finché il 7 dicembre 1951 si trasferirà, praticamente in maniera definitiva, presso di loro, rimanendovi fino al 9 ottobre 1955.

Maria conserverà un profondo senso di riconoscenza per il bene ricevuto sia dai signori Piva che dai signori Guerrato. Quest’ultima famiglia offrirà a Maria la possibilità di curarsi, a Rovigo e a Padova, in ambienti specialistici adatti, permettendole di sottoporsi ad esami, ad accertamenti diagnostici e a cure dolorose, soprattutto per una malattia agli occhi: la cheratite follicolare.

Quasi per sdebitarsi, Maria volontariamente aiuta la signora Wanda nel disbrigo delle faccende domestiche, quando la salute glielo consente.

Nei momenti liberi, all’attività in casa Guerrato ella affianca il suo impegno di carità a favore dei poveri e dei malati.

Nella famiglia dei Piva, Maria farà spesso ritorno, a dare una mano, almeno per alcuni giorni, nei campi, assaporando la gioia di lavorare all’aria aperta, come scrive nel diario. Dai Piva trascorrerà anche il periodo quaresimale del 1952 (quasi per intero) e del 1953; lo stesso periodo Maria lo vivrà in un luogo ignoto nel 1954, e a Sperlinga (Enna) nel 1955.

A cominciare dal 6 agosto 1954 Maria si recherà più volte nel monastero delle Agostiniane di Ferrara per trascorrervi dei periodi di ritiro e di raccoglimento.

Un delicato sentimento di affetto e di gratitudine per i tanti benefici ricevuti segnerà il rapporto di Maria con la signora Wanda.