Altro segno dall’alto

Riprendendo il filo della nostra storia, ritorniamo al 1955.

Il Signore volle premiare la signorilità della famiglia Mantovani nell’accogliere così generosamente Maria e lo fece a modo suo.

Dopo circa venti giorni dall’arrivo di Maria e precisamente nella prima metà del mese di novembre 1955, accadde un avvenimento singolare.

Maria, costretta a letto fin dal giorno del suo arrivo in casa Mantovani, trova sistemazione nella camera di Zoe e della signora Novella. Una sera, Maria, mentre sta in estasi, prorompe improvvisamente in un pianto dirotto.

Le compagne di camera si svegliano e vedendola in quello stato aspettano che la visione scompaia per chiederle il motivo di quel pianto inconsolabile.

Maria spiega loro che Gesù le ha tolto l’anello raffigurante l’Ecce Homo; ciò che l’addolora non è però la privazione dell’anello, ma la ragione che spinse il Signore a compiere quel gesto. Certamente, conclude Maria, dev’essere stata qualche sua colpa, ma lei non ne ha affatto coscienza e le dispiace di aver offeso il Signore, sia pure senza saperlo. Zoe cerca di consolarla come meglio può e alla fine tutte e tre ritornano a dormire.

Non era passato molto tempo quando improvvisamente Maria si mette in ginocchio sul letto, di nuovo rapita da una seconda visione; il suo volto s’illumina di gioia: Zoe e la signora Novella, ancora sveglie, vedono spuntare nel vuoto l’anello d’oro massiccio, che da solo s’infila al dito di Maria.

A mamma e figlia quell’avvenimento provocherà uno shock indicibile: per un intero anno tutte due caleranno, involontariamente, di peso, oppresse da un’esperienza che a nessuno potevano rivelare, ma allo stesso tempo felici e profondamente grate al Signore per simile dono.

Per Maria, invece, tutto ciò costituiva come un fatto naturale e il suo comportamento non accuserà la benché minima variazione.