Gli ultimi anni

A queste sofferenze se ne aggiungono altre. Nel 1974 ai ricoveri ospedalieri di alcune persone care con il seguito immaginabile di preoccupazioni e di ansia, nel cuore di Maria si fa sentire acuto il dolore per la scomparsa del fratello Luigi e di Novella Mantovani, madre di Zoe.

Purtroppo non sono le uniche: tra le sofferenze che maggiormente l’addolorano, ce ne sono due che la feriscono per ragioni tra loro opposte. Si tratta di azioni tendenti o a denigrarla o ad esaltarla.

Anzitutto è colpita dalla cattiveria di qualche persona che diffonde delle calunnie contro di lei, ben sapendo la falsità di quanto racconta. Maria ne soffre, non solo perché la persona non dice la verità, ma anche perché tale persona colpisce proprio lei, ossia la Bolognesi, che ha sempre cercato di beneficarla (anno 1974).

L’altro tipo di sofferenza che come spina penetra nel cuore, concerne quelle attenzioni che uno zelo ed un affetto poco illuminati, al fine di glorificarla agli occhi degli uomini, anche degli uomini di Chiesa, tendono a togliere all’esistenza di lei quel velo di riservatezza con il quale ella gelosamente nasconde il suo rapporto con Dio (anno 1975).

Ci sono però anche altri motivi di profondo patire che attraversano il cuore di Maria; di essi ella incessantemente tratta con il Signore nel segreto della preghiera: è lo stato del mondo così lontano da Dio ad attirare l’attenzione orante di Maria, insieme al desolante spettacolo di tante persone che particolarmente in quegli anni abbandonano lo stato sacerdotale o religioso, generando nei fedeli un senso di smarrimento e di scandalo.

Il terremoto del Friuli nel 1976, con il carico di problemi che comporta, la pone in stato di agitazione: si preoccupa delle persone da lei conosciute in quelle terre e a loro offre generosamente l’ospitalità della propria casa, anche se poi questa offerta non avrà seguito per ragioni indipendenti dalla volontà di Maria.

Nel maggio del 1977 un’estrema debolezza costringe i medici a sottoporla a degli accertamenti probabilmente presso l’ospedale di Monselice.

In questo ospedale Maria fu più volte ricoverata negli anni 1972-78. Ecco come la ricorda l’amica Zoe: “Ella fu sempre paziente, dolce, pronta a dare la sua parola di conforto agli ammalati che andava a visitare di camera in camera nel reparto di medicina. Fatto curioso, da sottolineare, è rappresentato da questi ammalati che, dopo averla conosciuta e dopo aver capito il calore e la generosità del suo cuore, non mancavano di contraccambiare restituendo in qualche modo la visita. Infatti, sentivano il bisogno di incontrarsi con lei, di vederla, di starle vicino. Era facile, così, alla sera, dopo la cena e le visite mediche, vedere questi ammalati portarsi nel massimo silenzio nella camera di Maria per darle un saluto e lei, pur sofferente, ad essi pure sofferenti, sapeva infondere coraggio… Molte delle persone conosciute in ospedale non mancarono, col tempo, di fare visita a Maria nella sua casa di Rovigo per ritrovare nelle sue parole quel calore e quella serenità che, infondendo coraggio, permetteva loro di sperare e confidare nell’aiuto di Dio…”.

Ai ricoveri ospedalieri seguivano le cure marine a Pellestrina nel mese di luglio e l’appuntamento agostano a Lastebasse.

Verrebbe da pensare, udendo questa lunga serie di ricoveri e di malattie, che tutto nell’esistenza quotidiana di Maria conoscesse il grigiore di una squallida attesa della morte: nulla di più errato!

Non solo la pittura, ma anche il cucito e il ricamo allietavano e rasserenavano il ritmo quotidiano della vita di lei.

Addirittura, nel 1977, su richiesta di Maria, il maestro Pietro Piombo, collega di Zoe, si recherà in via Tasso ad insegnare a questa non più giovane discepola, l’arte della chitarra.

Lo studio del pianoforte risaliva invece ad anni lontani e, con Zoe, Maria talvolta si produceva in sonate a quattro mani.

All’arte della musica, seguivano anche corsi di recupero nella grammatica e nella sintassi della lingua madre. Attraverso un ciclo di dettati, Zoe riuscirà a farle compiere dei progressi nell’arte dello scrivere e ciò lo si può agevolmente constatare nel confronto tra lo stile dei primi diari e quello delle lettere scritte da lei negli ultimi anni.