In attesa della glorificazione

Le spoglie mortali di Maria riposano nel cimitero di Rovigo, in una comune fossa, la n. 18 nel 3° viale del campo n. 5, contraddistinta da una croce di legno, davanti alla quale, mani amiche e pietose, vengono a deporre il loro fiore, come segno di riconoscenza e gratitudine del bene ricevuto.

Mancata alla vita terrena, Maria non ha terminato di essere presente nella esperienza quotidiana della gente. Dopo la sua morte, le persone che la conobbero e che ricorrevano a lei, hanno poi continuato a pregarla.

Sotto i sassolini che coprono la tomba, mani ignote depongono dei piccoli foglietti, sui quali esprimono il loro grazie per essere stati da Maria ancora una volta ascoltati.

Anche gli impegni e le iniziative che Maria aveva concretizzato trovano continuità, con visibile crescendo, in persone amiche ed estimatrici. Esse avvertono che la propria vita, perché abbia un senso pieno, ha bisogno di muoversi e di esprimersi con le forme e i modi – anche se scomodi – del Vangelo.

Quanti vivono la propria vita cristiana alla scuola della testimonianza evangelica di Maria si sono proposti di divenire esperti nella attenzione caritativa ai poveri e agli ammalati, perché ciò che Maria ha compiuto durante la sua vita abbia continua fioritura.

A favorire questo tipo di cammino spirituale e a porre le premesse di un servizio alle persone bisognose, il “Centro Studi – Amici – Maria Bolognesi” programma – da tempo – un incontro mensile, nel giorno della morte di Maria (30 di ogni mese), per la preghiera e la riflessione, con riferimento alla sua spiritualità. Particolare solennità hanno acquistato le date della nascita (21 ottobre) e della morte (30 gennaio) di Maria, che vengono solennizzate con celebrazioni eucaristiche presiedute generalmente dal Postulatore della Causa di canonizzazione di Maria Bolognesi e da un folto gruppo di sacerdoti che conobbero la Serva di Dio. Nell’incontro del 30 gennaio 1991 il Postulatore comunicava all’assemblea liturgica, convenuta per ricordare Maria, la presentazione al Vescovo diocesano della domanda di apertura della Causa di canonizzazione.

Un applauso scrosciante riempì le navate della chiesa dei Santi Francesco e Giustina di Rovigo, dando immagine all’ammirazione e alla emozione dei tanti presenti.