30 poesie e una favola
per Maria Bolognesi

di AA.VV.
edizioni MB, 2010
ISBN 9788875050177

Presentazione

Nel 2010, anno del 30° anniversario della nascita al Cielo della Serva di Dio Maria Bolognesi, si desiderava pubblicare un’opera che, nel tempo, potesse restare come segno e delicato ricordo di questa importante ricorrenza, già celebrata in vari modi.

Ora, nei primi mesi del nuovo anno 2011 — dopo una profonda riflessione e sotto la spinta dei nostri “amici” poeti — si è giunti a consegnare alle stampe questo libro dal titolo originale: “Trenta poesie e una favola per Maria Bolognesi”.

Può sembrare bizzarra l’idea di inserire nel medesimo contesto editoriale due generi letterari diversi, quali la poesia e la favola, ma non è così! In realtà, si tratta di un abbinamento per nulla casuale.

Basti ricordare che Fedro, il favolista dell’età tiberiana, il quale per primo nella letteratura latina ha volutamente coltivato il genere esopico, era anche un poeta.

Non è dunque azzardato accostare lo stile letterario lirico a quello prosastico di una favola, i cui protagonisti — proprio come nello stile di Fedro — sono degli animali con pensieri ed atteggiamenti umani tali da stimolare il lettore ad una riflessione morale.

Che dire poi del Fanciullino di Giovanni Pascoli: “È dentro noi un fan- ciullino che non solo ha brividi […] ma lagrime ancora e tripudi suoi”. Questa metafora pascoliana esalta quel linguaggio della poesia che – attraverso l’immaginazione e la sensibilità tipica dei fanciulli — ci fa scoprire il mondo come se fosse nuovo, come se lo vedessimo per la prima volta, arrivando a trasmetterci un messaggio morale e sociale di uguaglianza.

Così facendo, tutti possono dialogare liberamente, senza condizionamenti, sempre che ognuno lasci spazio alla voce di quel “fanciullino” che apre una finestra sulla propria anima. Quale meraviglia quando dal cuore esce l’esclamazione interiore del nostro “fanciullino”! E da qui che la poesia comincia a prendere vita. Il poeta, allora – per esprimerla al meglio – fa ricorso alle metafore, alle analogie, alle sinestesie, ecc.

In questo modo la poesia entra di fatto in una dimensione che si lascia afferrare non tanto dal ragionamento, quanto piuttosto dall’intuizione, all’interno della quale si colloca lo scenario adatto per le favole.

Esiste anche un altro motivo che giustifica ancor più l’abbinamento tra Poesia e Favola.

I diari della Serva di Dio sono pieni di poesia, perché intrisi di fede, la quale è per sua stessa natura poetica: ricordiamo i Salmi! Chi vive con intensità la propria fede, non può non attingere a quel linguaggio in cui ogni parola è il tassello di un puzzle. Pertanto questa “ri-composizione” ha come scopo quello di creare emozioni, con la speranza che esse — passando per l’occhio o per l’orecchio — giungano direttamente al cuore e all’anima di ogni persona, attraverso un dialogo d’amore che non avrà mai fine.

Proseguendo nella spiegazione di questa “scelta” editoriale, è bene ricordare che l’amore di Maria Bolognesi per i più piccoli è un palinsesto della sua intera esistenza! Maria, ancora in tenera età, rivolgendosi ripetutamente a Gesù, Gli diceva con tanto candore: “Gesù, quando sarò grande, vorrò tanto bene a tutti — grandi e piccini — specie ai bambini poveri o ammalati…”.

Ed è stato veramente così! Infatti, con profonda dedizione la Serva di Dio si è costantemente adoperata affinché tale proposito divenisse, per lei ed anche per i suoi tanti amici, un progetto di vita da realizzare. Ora, ci piace ricordare che la stessa Maria amava inventare favole educative per gli alunni del suo asilo privato; come pure amava mettere in scena delle vere e proprie storielle per divertire i più piccini.

Ecco perché ci è sembrato quanto mai opportuno affiancare, in questo libro, Poesia e Favola. Il connubio ideale è nato dall’incontro tra l’iniziativa “Una poesia per Maria Bolognesi” – promossa dal trimestrale “Finestre Aperte” — e la favola di “Titti il Pettirosso”, uscita dalla penna colorata della Dottoressa Giuseppina Giacomini.

Infine ci sia concessa questa puntualizzazione: ogni poeta, presente con una lirica in questa raccolta, è simbolicamente raffigurato da una delle trenta farfalle della copertina: ogni poeta-farfalla si muove attirato dal profumo di quest’anima meravigliosa, che continua ad espandere tutto il suo amore come un fiore. Ci piace allora consegnare nelle mani del lettore ogni poesia come se questa fosse un fiore che desideriamo offrire e che mai appassità.

Ludovica Mazzuccato