I DONI DI MARIA

di G.Giacomini
edizioni MB, 2003
ISBN 9788875050007

Una raccolta di cinque racconti per incoraggiare gli adulti ad infondere i valori della vita ai più piccoli, attraverso il linguaggio semplice ma incisivo delle favole.

Prefazione

I racconti didattici di Giuseppina Giacomini sono in realtà uno strumento terapeutico raffinatissimo, inteso ad instillare nel lettore i semi di una nuova visione di sé e del mondo. L’uso appropriato delle parole e della punteggiatura, il loro linguaggio lirico ed animistico ne fanno dei testi di grande suggestione.

Di essi possono fruire non soltanto i bambini; i loro simbolismi riescono a penetrare nella profondità della psiche di ogni persona. Andrea il balenottero è il primo di cinque raccnti che, in maniera simbolica, definiscono perfettamente il percorso di vita e di fede della Serva di Dio, Maria Bolognesi, fiore rarissimo e pregiatissimo del Polesine, guida spirituale dell’Autrice.

Tutti i racconti trovano un comune denominatore nell’amore verso gli uomini, verso Dio e verso il creato.

II Sole-Dio e la Luna-Madre Celeste sono punti di riferimento essenziali per la vita di tutte le creature esistenti.

Il percorso, tracciato in progressione, da tali racconti, può essere così sintetizzato:

  1. Andrea il balenottero
    Crescita sana e serena, guidata dall’amore dei propri genitori, consistente in parole affettuose, baci e carezze.
    Sete di conoscenza, regolata dall’obbedienza agli insegnamenti ricevuti;
  2. Lai la la cerbiatta
    La preghiera come mezzo privilegiato per ottenere la protezione del Cielo;
  3. Pitti il pettirosso
    Accettazione della sofferenza e fiducia nell’aiuto di Dio;
  4. Jac il coniglio centenario
    L’umore come bisogno fondamentale.
    Vivere il proprio “presente”, concedendo umore e incanalando, a fin di bene, la propria energia vitale.
    In questo racconto traspare con evidenza un aspetto autobiografico: l’esperienza dell’Autrice di aver ricevuto il “testimone” da Maria Bolognesi;
  5. Maria la rosa
    Racconto biografico su Maria Bolognesi, rosa di rara bellezza che ha tenuto per sé le spine al fine di lenire la sofferenza altrui.
    Una rosa: “… troppo diversa da tutte le altre rose, per questo si volle tentare di darne una spiegazione.
    Quante malignità e cattiverie nei discorsi di chi, non avendola vista, voleva definire la nostra rosa.
    Le malignità più dure però uscivano dalla bocca degli uomini e donne perché in natura mai esiste la cattiveria vera.”
    Ognuno dei quattro petali di cui si parla nel racconto rappresenta una delle virtù di cui Dio fece dono a Maria Bolognesi.

Piero Tordelli Psicologo Psicoterapeuta