Omelia di frate Marco Matteo Pugina – 7 giugno 1998

Lo Spirito crea comunione dei santi e con i santi

Il 7 giugno di quest’anno, solennità della santissima Trinità, Rovigo ha celebrato una giornata di spiritualità, nella quale sono state affiancate le figure del Venerabile Padre Pio da Pietrelcina, frate francescano cappuccino, e di Maria Bolognesi, Serva di Dio, per proporre una riflessione sull’azione e sulla presenza dello Spirito Santo sulla e nella Chiesa di oggi in cammino verso il Giubileo dell’anno 2000.

La ricca giornata ha avuto due grandi momenti: la mattina, al Teatro don Bosco, le relazioni e le testimonianze, per meglio conoscere le due figure, entrambe in cammino verso gli onori degli altari; il pomeriggio nella chiesa de “La Rotonda”, Tempio cittadino dedicato a Maria Beata Vergine del Soccorso, la preghiera adorante davanti al Santissimo Sacramento e la S. Messa, come conclusione della giornata.

Il tutto prende il via la mattina con un breve saluto del moderatore il sig. Giuseppe Tesi, il quale spiega velocemente il programma, dopo di che dà inizio alla giornata con un momento di preghiera guidato da Mons. Daniele Peretto. Dopo la preghiera, il saluto e la presentazione dei Presidenti: il sig. Marino Gazzabin del Gruppo di preghiera di Padre Pio e la D.ssa Giuseppina Giacomini del Centro Studi – Amici – “Maria Bolognesi”. A questo punto viene presentato il primo relatore: don Nello Castello, prete impegnato a tempo pieno da 40 anni nella diffusione della conoscenza di Padre Pio da Pietrelcina, il quale presenta il tema: “Padre Pio, uomo di Dio per gli uomini”. La sua relazione risulta essere un’approfondita enunciazione e spiegazione dei grandi doni mistici, vissuti nell’umiltà più vera, che Padre Pio ha ricevuto, ma soprattutto che ha usato al servizio degli uomini. Terminata la relazione di don Nello Castello, il moderatore dà la parola al secondo relatore: Mons. Daniele Peretto, rettore del Tempio de “La Rotonda” e da 9 anni Vice – Postulatore della Causa di Canonizzazione di Maria Bolognesi e Direttore responsabile di “Finestre Aperte”, periodico trimestrale del Centro Studi – Amici – “Maria Bolognesi”, il quale presenta il tema: “Maria Bolognesi, occupata dallo Spirito, vive per gli altri”. La sua relazione è una ricca carrellata della vita della Serva di Dio Maria Bolognesi, nella quale hanno grande rilievo i doni e l’affetto ricevuti da Cristo e messi totalmente a servizio dei fratelli, in particolare i più bisognosi.

Terminate le due relazioni, il moderatore inizia a presentare coloro che daranno testimonianze vive e dirette di loro esperienze di vita con Padre Pio, vivo e dopo la morte, e Maria Bolognesi.

La prima testimonianza, ricca di particolari di vita personale, su Padre Pio, è del Giudice Dr. Eugenio Fedele, di Terracina. La seconda, abbastanza sintetica, è del sig. Alessandro Ghirelli di Occhiobello, il quale ha una ditta di assemblamento e vendita di rosari.

Dopo aver ascoltato le due testimonianze su Padre Pio, iniziano quelle su Maria Bolognesi.

La prima è del Dr. Piero Tordelli, psicoterapeuta a titolo volontario e segretario comunale, di S. Ginesio (MC). La seconda è del sottoscritto, Fr. Marco Matteo Pugina, frate minore francescano, originario di Rovigo, che opera in Toscana, a Cetica, in provincia di Arezzo. L’ultima testimonianza è della sig.na Giuliana Andreotti, nipote dei primi benefattori di Maria Bolognesi, che legge alcune pagine del diario della nonna Barban Piva Angelina.

La mattinata si conclude con un ringraziamento generale del moderatore ai relatori, ai testimoni, ai presenti alla Giornata di spiritualità e agli organizzatori, il quale dà appuntamento alle ore 16.00 alla Chiesa de “La Rotonda” per la seconda parte della giornata.

Alle ore 16.00 inizia la seconda, e non meno importante, parte di questa giornata carica di presenza di Spirito nella conoscenza di Padre Pio e di Maria Bolognesi.

L’Adorazione Eucaristica guidata da Mons. Daniele Peretto si protrae per circa un’ora e mezzo, interrotta brevemente da un saluto e una concisa riflessione del Vescovo Diocesano Mons. Martino Gomiero sul tema “Stare in Preghiera” davanti all’Eucarestia.

La giornata si conclude con la santa Messa presieduta da P.Innocenzo Negrato, Abate del Monastero Benedettino di S.Giustina di Padova, e concelebrata da altri tre preti. Nell’omelia Padre Negrato propone ai partecipanti all’Eucarestia un’esauriente presentazione della figura di Maria Bolognesi, cogliendo la complementarità del suo essere mistica e operante, proprio come l’azione dello Spirito Santo si attua nella e sulla Chiesa.

Fin qui potrebbe sembrare un semplice diario della giornata, talvolta anche troppo sintetico nel riferire i vari contenuti, ma ciò che desidero proporre in queste righe è il frutto di questo incontro di cuori che battono per Dio, guardando a due suoi servi: un uomo e una donna che hanno saputo coniugare la mistica con la quotidianità, per una crescita personale e fraterna della fede.

Ciò che ritengo importante abbia comunicato questa giornata è la santità di queste due persone, che è stata perseguita con tenacia di fede, ma nella ferialità della quotidianità.

Posso dire, con una certa tranquillità, di conoscere abbastanza bene sia Padre Pio, essendo io un suo confratello nel carisma francescano, che Maria Bolognesi, essendo essa stata, per alcuni anni della sua vita, in casa con la sig.ra Gallani Anna, mia nonna materna.

Padre Pio risponde alla chiamata di Dio e diventa frate, ed è questa sua disponibilità al Signore che lo rende capace di accogliere i doni soprannaturali, che non usa per sé, ma per il bene degli uomini.

Il suo amore a Dio è così totalizzante da renderlo davvero molto unito a Lui, facendogli cogliere l’importanza di portare, nella libertà, più persone possibile verso il Signore.

Maria Bolognesi, in qualche modo, percorre lo stesso cammino, accoglie la chiamata alla sponsalità con Cristo, ancora molto giovane, e vive per raggiungere questo fine: essere unita a Cristo nelle nozze, sì terrene, ma soprattutto celesti, per cui la sua vita diventa un canto di lode a Dio, anche se vissuta nella sofferenza fisica, la più pregnante a livello umano, causata dai grandi doni che il “suo Gesù” le ha fatto. E sa che i doni che riceve li deve vivere lei, talvolta da sola, ma non solo a suo beneficio personale, ma per il bene degli altri. E Maria scorge questi “altri” in ogni persona che incontra, ma soprattutto nei più poveri, più bisognosi, non solo a livello materiale ed economico, ma oserei dire prima di tutto a livello spirituale e di fede.

Queste due persone ci comunicano, non tanto il loro essere stati bravi per cui hanno raggiunto la santità, ma che sono stati se stessi fino in fondo, nella libertà vissuta contro ogni falsa sicurezza, per cui hanno realizzato la loro vita nell’unica vera Sicurezza, che è Cristo Signore, e la vita vissuta in questo modo porta alla santità. Non si nasce santi, ma lo si diventa con la grazia di Dio e l’impegno volontario e personale del singolo individuo inserito nella comunità di fede, che è la Chiesa.

Questo è il grande insegnamento che riceviamo da giornate come questa, e che ci porta a desiderare di viverne altre, a guardare a persone che hanno realizzato se stesse in Cristo, anche se agli occhi del mondo possono sembrare fallite. Guardiamo a Maria Bolognesi. La sua vita umana sembra un fallimento continuo: la scuola per bambini poveri…, la casa di accoglienza per preti e laici poveri in convalescenza…, sembra che nulla le riesca. Non è vero! Perché le riesce la realtà più importante: amare il “suo Gesù” sopra ogni cosa, per amare “comunque” gli altri, il prossimo suo, amando totalmente e, nella verità evangelica, se stessa.

Padre Pio, lo stesso, viene sospeso a più riprese dall’esercizio presbiterale; i doni che riceve gli creano difficoltà più che aiutarlo nel suo ministero. La croce e la sofferenza sono la piena realizzazione del cammino che lo porta a desiderare di essere santo.

Tutto questo ci dimostra che la santità non è appannaggio di pochi privilegiati, ma chiamata di Dio ad ogni uomo nella libertà. La fede è il cammino, la strada, il percorso che ognuno deve fare per raggiungere questo traguardo, che altro non è se non la salvezza eterna. I doni soprannaturali, poi, il Signore li fa a coloro che sanno riceverli e usarli, ma non sono l’unica via o l’unica prova di santità. Anzi, la Chiesa, con la sua storia, ci racconta di tanti uomini e donne che hanno raggiunto un alto livello di vita santa e donata totalmente, senza doni particolari, o per lo meno così visibili ed inconfondibili, come possiamo vedere in Padre Pio e Maria Bolognesi.

Ciò che resta da fare, quindi, è guardare a Padre Pio e a Maria, chiedendo loro l’intercessione presso il Signore, affinché quanti li hanno conosciuti, possano comunicare la loro vita al mondo, ed il loro esempio diventi così per ogni uomo e donna che li incontri nella propria vita un incitamento continuo alla santità, un aiuto concreto nel pellegrinaggio terreno, ma soprattutto presenza viva e vivificante dell’azione dello Spirito Santo.

Importante si fa l’invito alla preghiera, affinché il loro cammino verso la dichiarazione solenne della loro santità, da parte della Chiesa magisteriale, possa giungere a buon fine in tempi non troppo lunghi, perché il loro insegnamento divenga scuola di vita a servizio di tutta la comunità ecclesiale.

frate Marco Matteo Pugina