Omelia di padre Innocenzo Negrato – 7 giugno 1998

Chiesa dei SS. Francesco e Giustina, Rovigo

Maria Bolognesi, figura di donna che ci introduce nella conoscenza della Trinità

1. Il mistero della Trinità e la “mediazione” di Maria Bolognesi

Il mistero della Trinità, che la Liturgia oggi ci presenta per la nostra contemplazione e a cui indirizzare la preghiera e la lode, trova nella Serva di Dio Maria Bolognesi una straordinaria mediazione per aiutare noi ad inoltrarci nella conoscenza del grande mistero di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo.

È vitale per la nostra fede conoscere il Padre, da cui riceviamo la vita; conoscere il Figlio, dal quale ci viene la salvezza; e conoscere lo Spirito Santo, che ci dona la capacità di valorizzare l’una e l’altra attraverso l’amore e il dono di noi stessi.

2. Maria Bolognesi: anima di elevata spiritualità e mistica

Affermato questo, però, bisogna riconoscere che la sollecitudine di Dio per gli uomini è veramente grande. Egli a volte ci mette accanto anime particolari, ossia, persone ricche di spiritualità, di profezia, di esemplarità, perché il nostro pellegrinaggio terreno e la nostra vicenda umana risultino semplificate e più garantite.

Le anime spirituali sono persone che portano nel cuore e avvertono permanentemente la presenza del Signore. Esse sanno ascoltare, sanno parlare e agire in armonia con quanto lo Spirito fa loro intuire o suggerisce.

Maria Bolognesi fu una donna di autentica spiritualità. Lei viveva costantemente, e fin dall’infanzia, non solo alla presenza ma con la presenza del Signore, così da divenire e da risultarci tutta presa e compresa del mistero di Dio, ossia, una mistica…: un’ anima cioè straordinariamente partecipe del mistero di Dio sia in linea di intuitiva conoscenza e sia anche per esperienza spirituale e sensibile.

La nostra Serva di Dio parlava col Signore familiarmente, affabilmente; riceveva confidenze e predizioni da parte di Dio; lei intercedeva e otteneva i doni di Dio.

Maria Bolognesi poi era ardente d’amore, eroicamente generosa fino ad accettare di sostenere nel suo corpo “ciò che manca alla Passione di Cristo” – per dirla con S. Paolo – pur di collaborare con Cristo per la salvezza delle anime.

3. Anima evangelica

Ma forse è esagerato affermare tanto su Maria Bolognesi? Forse è rischioso attribuirle un ruolo cosi straordinario dal momento che la Chiesa ancora non si è pronunciata su di lei?…

Credo di poter dire che nulla di rischioso o di esagerato stiamo attribuendo alla Serva di Dio.

Sono convinto, invece, che sia facile affermare ed evidenziare che Maria Bolognesi è una figura semplicemente evangelica, o meglio: lei è un’anima luminosamente evangelica! Quando il Vangelo è integralmente vissuto, e quindi Cristo è intensamente amato, la potenza della Parola di Dio apre l’anima alla Verità, la introduce nel mistero e, nello stesso tempo, la rende trasparenza di Dio, del suo amore, della sua Verità!

Per dare fondamento a questa affermazione bastano alcune citazioni evangeliche: “Nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”.

A Maria Bolognesi Gesù si manifestava con sorprendente frequenza.

Gesù infatti afferma: “Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui”. E aggiunge ancora: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola (Maria Bolognesi viveva il Vangelo…) e il Padre mio lo amerà e noi verremo a Lui e prenderemo dimora presso di lui”.

Tutti conosciamo la familiarità della Serva di Dio con Gesù fino ad arrivare alla confidenzialità, all’intimità col Signore. Esattamente come è detto ancora nel Vangelo: “Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda… “.

Dunque si può diventare un tutt’uno con Cristo. E questo fatto sarà un presupposto per convincere gli altri e portarli a credere, a conoscere, a far esperienza di Cristo. Diremo in altri termini: a entrare nel mistero del Figlio di Dio!

4. Maria Bolognesi immagine di Cristo

Semplicemente incantevole era l’intimità con Cristo di Maria Bolognesi. P. Tito Sartori ce lo descrive con arte e precisione nel profilo biografico sulla Serva di Dio.

Per noi addentrarci in questo aspetto dell’esperienza spirituale di Maria Bolognesi vuol dire cogliere che la nostra “pitocca” diventa oltre che “mediazione”, anche “trasparenza” del Signore!

Ritengo interessante, a questo punto, considerare in quali aspetti Maria Bolognesi rifletta Cristo; in che cosa lei ci fa vedere sensibilmente – nella sua esperienza personale – la presenza di Cristo, l’immagine di Gesù. Richiamo solo tre dati, che di sicuro sono ben noti a voi, ammiratori della nostra Serva di Dio:

Il primo dato è la sua estrema povertà.

Come Cristo, Maria Bolognesi è rifiutata nella sua identità; le è rifiutata la casa, la famiglia. Non è amata, né stimata. Anzi è incompresa, umiliata, disprezzata. E’ priva di tutto, anche del pane per sfamarsi…. E’ obbligata al duro lavoro della terra. Per le sue necessità veglia la Provvidenza che ispira la disponibilità e la generosità di persone buone e caritatevoli.

Un altro dato è la sofferenza.

Maria Bolognesi fu una crocifissa come Cristo. Fisicamente sperimentava la Passione. Era segnata dalle stigmate.

Come Cristo trasudava sangue, permanendo ferma nella volontà di immolarsi per salvare anime: “Vorrei soffrire da sola per il bene di tutti”.

Al Signore non diceva mai basta, neppure quando il calice del dolore traboccava. Una cosa, sì, lei chiedeva insistentemente a Dio…. che le sue pene, le sue croci, le stigmate rimanessero nascoste…. Come di fatto avvenne!

Il terzo dato.

Maria Bolognesi amava come Cristo insegna.

Amava perciò con amore grande, quello che dà la vita per i fratelli!

Per Gesù il suo amore era divenuto “sponsale”. Pare di poter dire che dal cielo aveva ricevuto l’anello nuziale, come già altre anime privilegiate, che la storia conosce.

Per i fratelli poi, specie se bisognosi, il suo amore diventava: condivisione, solidarietà, dono, servizio, preghiera, intercessione. Precisamente nel campo dell’amore cristiano in lei non c’erano limiti, condizionamenti. Nel campo della carità e dell’amore Maria Bolognesi pareva inesauribile!

Parafrasando un’espressione di S.Paolo, anche a riguardo di Maria Bolognesi possiamo dire: oggi come oggi ci compiacciamo delle sue infermità, della sua povertà, delle tante pene, dolori, ingiurie, perché attraverso tutto questo noi abbiamo visto manifestarsi in lei la potenza di Dio, la presenza di Dio, la bontà del Signore!

Vedete, dunque, che anche da questo punto di vista, Maria Bolognesi diventa per noi: manifestazione di Dio. Attraverso lei noi veniamo a conoscere l’amore di Dio.

Del resto il Vangelo insegna che Dio si manifesta nei deboli, nei piccoli, nei disprezzati; in costoro è presente il Signore, in costoro si incontra il Signore e lo si serve.

E quando l’amore, illuminato dalla fede, ci porta a costoro, noi facciamo una concreta esperienza di Dio! “Ciò che avete fatto a uno di questi fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

5. Conclusione

Dalla Liturgia il mistero della Trinità ci viene presentato con espressioni superlative, come ad esempio: immensa Trinità, somma Divinità, infinito e SS.mo Dio….

Ma d’altra parte questo stesso sublime mistero è messo dalla Liturgia in stretto collegamento con l’uomo, fatto di polvere, segnato dal peccato, caratterizzato da tante debolezze e limitato in tutto.

È anche per una tale constatazione che questa sera ci siamo permessi un accostamento ardito…, quello di considerare, alla luce del mistero di Dio uno e trino, la figura di Maria Bolognesi, creatura umile (come ho avuto modo di esporvi), ma anche anima di alta spiritualità e di esperienza mistica, persona autenticamente evangelica e marcatamente trasparenza e immagine di Cristo….

Mi domando: si tratta veramente di un accostamento ardito, indebito? Al proposito è illuminante la parola del Concilio Vaticano II in LG, che qui riassumo: “seguire fedelmente Cristo è una via sicurissima per arrivare alla perfetta unione con lui, cioè, alla santità. In quelli poi che, sebbene partecipi della nostra natura umana, si sono più perfettamente trasformati nell’immagine di Cristo, Dio manifesta vividamente agli uomini la sua presenza e il suo volto”.

Viene da dire: è proprio il caso della nostra Serva di Dio! Dio ha manifestato vividamente la sua presenza e il suo volto in Maria Bolognesi!

Auguriamoci perché la nostra ammirazione per Maria Bolognesi presto diventi devozione.

E preghiamo perché l’autorità della Chiesa possa favorevolmente pronunciarsi e così appagare la nostra fiduciosa attesa, che è quella di vedere Maria Bolognesi proposta alla nostra venerazione, perché elevata agli onori degli altari!

padre Innocenzo Negrato O.S.B.
abate di S. Giustina, Padova