Omelia di S.E. Mons. Martino Gomiero – 29 gennaio 2000

Chiesa dei SS. Francesco e Giustina, Rovigo
20° anniversario della morte di Maria Bolognesi

Carissimi fratelli e sorelle,
carissimi amici e devoti della Serva di Dio Maria Bolognesi,
ho desiderato offrirvi una celebrazione liturgica, illuminata dalla presenza della Vergine Maria, che noi onoriamo Madre della Santa Speranza e sede della Sapienza.

C’è un grande bisogno di aggrapparci alla vera Speranza, in un mondo carico di paura e di angoscia, in una società sazia e disperata; sazia di cose materiali, ma priva di valori autentici e, quindi, facilmente esposta al pericolo della disperazione.

Noi siamo chiamati ad essere veri cristiani, sempre sostenuti dalla Speranza, perché Cristo ha sconfitto il peccato e la morte. E noi siamo i figli della Risurrezione e dobbiamo rendere speranza e ragione di questo bene, che possediamo nel nostro cuore. E la Vergine Maria, che è sede della Sapienza, ci dona, quindi, la luce preziosa per impostare la nostra vita secondo il programma evangelico e tendere in alto. È necessario che accogliamo questa preziosa Sapienza, altrimenti navighiamo nella confusione di tante parole che circolano, di tante ideologie che sono perverse, di varie esperienze religiose che non sono nel solco della verità.

La Vergine Maria ci dà una consegna di grandissimo amore: se volete essere veri cristiani, fate quello che Gesù ha detto e che è racchiuso nel Vangelo; prendete in mano questo Libro sacro, leggete, meditate, estraete le perle preziose perché abbiano da rendere più fulgida di virtù la vostra vita, il vostro sacrificio, la vostra speranza per il cammino della salvezza.

La nostra Comunità diocesana di Adria-Rovigo ha avviato, negli anni recenti, due cause di beatificazione: quella di Felicita Baseggio e quella di Maria Bolognesi.

L’avvio della causa consente di dare a queste due Persone il titolo di “serve di Dio”. È un titolo che affonda le sue radici nell’umiltà e si ispira all’esempio di Gesù che venne al mondo non per essere servito, ma per donare la sua vita a servizio della volontà del Padre e della salvezza degli uomini.

La causa di Felicita Baseggio – morta nel 1829 – ha carattere storico e cerca di raccogliere testimonianze indirette sulla devozione della gente di Rovigo e del Polesine verso la Mistica Rodigina, che aveva impostato la sua vita religiosa sulla dottrina spirituale di Sant’Agostino.

La causa di Maria Bolognesi, passata alla vita eterna il 30 gennaio 1980, raccoglie notizie e testimonianze da persone che l’hanno conosciuta e seguita nella sua vita di povertà, di sacrificio e di carità.

Perché ho avviato queste due cause di canonizzazione? Ho ascoltato varie voci, conoscevo un opuscolo del compianto Mons. Mocellini, che diceva: “Maria Bolognesi – donna silenziosa della carità”. Che parole belle, significative per delineare la vita di una persona, che si è avvolta nell’umiltà, che ha cercato di dare sviluppo alla solidarietà, sostegno ai poveri, conforto alle persone cariche della croce del dolore. Ho desiderato avviare questa Causa avendo avuto l’incoraggiamento del Vescovo mio predecessore, compianto Mons. Giovanni Maria Sartori; il consiglio di questo confratello mi ha dato serenità per compiere un passo importante. E poi ho trovato in Padre Tito Maria Sartori, dei Servi di Maria, un postulatore convinto e generoso nel mandare avanti l’iter di questa Causa, che noi speriamo di portare a conclusione nel prossimo mese di maggio.

Ho avviato queste due cause pensando di compiere una scelta giusta ed opportuna, affinché siano collocate sul candelabro della Chiesa – se Dio vorrà – due Persone che si sono distinte nell’imitazione di Cristo. La luce emanante dalla loro esistenza virtuosa può segnare il cammino di fedeltà al Vangelo per tante persone che desiderano dare attuazione coerente alle promesse del loro Battesimo.

Mentre la società secolarizzata dà eccessivo risalto al danaro luccicante e alla bellezza effimera, la Chiesa delle Beatitudini non teme di andare controcorrente, di abbattere gli idoli falsi e di esaltare gli umili, secondo lo stile di Dio.

Siamo riuniti nel tempio per ricordare il “dies natalis” di Maria Bolognesi, il passaggio dalla terra al cielo, l’inizio della vita eterna, che è pienezza di luce, di amore e di felicità.

Il Vangelo ci ricorda che la semente, gettata nel solco, sembra avviata ad un destino di distruzione; invece, lasciato cadere il suo involucro esteriore, germoglia alla vita, segue la legge dello sviluppo e produce frutto.

Noi discepoli di Cristo, passiamo come Lui attraverso la Passione e la Croce, per giungere alla gloria della Resurrezione. Non soffriamo se crolla la dimora del nostro esilio terreno, perché crediamo che viene preparata una abitazione eterna nel cielo. Durante l’esistenza quaggiù ci tocca seminare nella fatica e nel pianto; ma al termine della nostra giornata laboriosa ci attende la ricompensa, la gioia e la festa senza tramonto.

L’esistenza di Maria Bolognesi ha conosciuto lo spessore impegnativo del programma evangelico, che richiede umiltà, obbedienza e sacrificio. Nella sua vicenda umana, la Serva di Dio ha provato molte tribolazioni: i disagi della povertà, le amarezze delle incomprensioni, le sofferenze delle malattie.

Ma il Signore, il Dio-con-noi che adoriamo nel mistero dell’Incarnazione, è stato vicino a Maria Bolognesi con grazie particolari, che hanno bruciano le scorie dell’umana fragilità e che hanno nutrito nel suo spirito la fiamma della carità.

Il Signore è venuto al mondo per portare il mistico fuoco della carità, e ha desiderato ardentemente che fosse acceso nel cuore dei discepoli del Vangelo. L’impegno della santità, che riguarda tutti i cristiani, passa per molte vie; però la via migliore è la carità, che costituisce la perfezione della legge evangelica.

Il nostro Santo Padre, indicendo il Giubileo del 2000, ci ha proposto di coltivare intensamente l’anelito alla santità. Con la grazia di Dio cercheremo di corrispondere all’invito del Sommo Pontefice. Il nostro progresso nella via della perfezione diventerà una testimonianza luminosa, a beneficio della famiglia umana.

Con una felicissima intuizione il Vicario di Cristo ci ha indicato una scelta di grande valore per l’acquisto dell’indulgenza giubilare: la scelta della carità, diventando pellegrini verso Cristo presente nei poveri, nei malati, negli emarginati.

Di questo evangelico pellegrinaggio è stata convinta e generosa artefice la serva di Dio Maria Bolognesi.

Il suo esempio valga anche per noi, che abbiamo nel cuore il proposito di sconfiggere l’egoismo e di rilanciare nel mondo le energie della salvezza, per promuovere la giustizia e la solidarietà.

Dalle nostre labbra sale al Cielo questa supplica: ascolta, Signore, la nostra preghiera, per intercessione della Beata Vergine Maria, e donaci la Tua vera pace, perché in tutti i giorni della nostra vita possiamo dedicarci con gioia al Tuo servizio e giungere alla beatitudine del Tuo Regno.

S.E. Mons. Martino Gomiero
Vescovo di Adria – Rovigo